Che cos’è?

La fobia sociale è un disturbo d’ansia, in cui la persona ha paura di essere osservata e giudicata negativamente in situazioni sociali o durante lo svolgimento di un’attività in pubblico; teme di poter dire o fare cose imbarazzanti e di esser giudicata ansiosa, incompetente, impacciata, stupida, goffa, strana, etc…

Le situazioni temute possono essere: parlare in pubblico, andare a una festa, scrivere o firmare davanti a qualcuno, fare file, usare il telefono in pubblico, usare mezzi di trasporto pubblici. Alcune persone temono, per esempio, di avere reazioni fisiologiche imbarazzanti (es. perdere il controllo della vescica, vomitare, ecc.), altre hanno più paura delle situazioni in cui viene chiesto loro una prestazione, oppure, delle occasioni di interazione sociale (situazioni in cui la persona teme di non aver niente da dire o di dire qualcosa di sbagliato, di risultare noiosi o, comunque, inadeguati). La persona può sperimentare ansia immaginando il verificarsi di quell’evento (ansia anticipatoria), magari con immagini di sé in cui farà una brutta figura.

La persona che soffre di fobia sociale affronta tali situazioni sociali con estrema ansia, per cui, potrebbe cominciare ad evitare le circostanze temute, con l’idea che starà bene evitando di esporsi a esse. Nei casi più gravi, l’evitamento può portare ad un vero e proprio isolamento sociale.

 

Come lo trattiamo?

 Il trattamento più indicato per la fobia sociale, di efficacia dimostrata, è la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Il protocollo cognitivo-comportamentale per la cura di questo disturbo prevede l’impiego delle seguenti procedure:

  • Formulazione dello schema di funzionamento del disturbo, a partire dall’analisi di episodi recenti durante i quali la persona ha provato ansia sociale;
  • Psicoeducazione: vengono fornite informazioni sulla natura dell’ansia e della vergogna e sul loro ruolo nell’insorgenza e nel mantenimento del disturbo;
  • Individuazione dei pensieri disfunzionali alla base del disturbo e messa in discussione di tali interpretazioni mediante specifiche tecniche (es. esperimenti comportamentali, dialogo socratico);
  • Apprendimento di tecniche per la gestione dei sintomi dell’ansia (es. tecnica del respiro lento, rilassamento muscolare isometrico e progressivo, ecc.);
  • Esposizione graduale ai pensieri ed agli stimoli temuti ed evitati, mediante il ricorso a specifiche tecniche (es. esposizione immaginativa, enterocettiva ed in vivo);
  • Interventi di prevenzione delle ricadute.

Il protocollo per la fobia sociale, così come per ogni altro disturbo, viene eseguito tenendo conto dell’individualità di ogni persona e all’interno di una relazione terapeutica prestabilita che garantisce l’alleanza sugli obiettivi condivisi dalla coppia terapeutica.

Questo protocollo è applicabile sia individualmente, che in gruppo. Nel caso della fobia sociale, il trattamento in gruppo costituisce di per sé un’esposizione a ciò che il soggetto teme, per cui va attuato a seguito di una preparazione del paziente ad esso.