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Presentazione

Circa il 60% dei pazienti borderline BPD soffre anche di un grave Disturbo Post Traumatico da Stress PTSD, gran parte di questi dovuti ad abusi sessuali subiti durante l’infanzia. Anche se la DBT standard risulta efficace è spesso necessario affiancare un trattamento aggiuntivo per questo tipo di problemi. In collaborazione con Masha Linehan, al Central Institute of Mental Health, Mannheim in Germania è stato sviluppato un programma di trattamento, composto da moduli specifici, per questo tipo di pazienti. La DBT si basa su regole e principi della DBT a cui sono state aggiunte tecniche cognitive focalizzate sul trauma, tecniche basate sull’esposizione così come componenti di terapia basata sulla compassione (CFT di P.Gilbert) e ACT (S.Hayes). L’efficacia del trattamento DBT-PTSD fu per la prima volta esaminato in uno studio randomizzato e controllato all’interno di una condizione residenziale. I risultati dimostravano un ampio effect size (d=1,4), un drop out molto basso e buoni tassi di risposta. Particolarmente importante sembra il fatto che né la gravità del disturbo borderline né la frequenza dei comportamenti autolesivi all’inizio della terapia abbiano avuto un’influenza negativa sull’outcome. E’ stato sviluppato un programma di trattamento composto da 40 sessioni ambulatoriali ed è stato confrontati con trattamenti ambulatoriali “as usaul” in uno studio RCT promosso dal Ministero della Salute Mentale della Germania. Il programma DBT-PTSD è stato pensato per essere applicabile ad un ampia gamma di pazienti con PTSD che hanno subito gravi abusi compresi individui con livelli elevati di psicopatologia come alti livelli di sintomi dissociativi, suicidarietà cronica e costanti comportamenti suicidarie e parasuicidari. Questo si riflette nell’architettura modulare del programma composta da diverse componenti che vengono utilizzate con flessibilità per rispondere sia alla complessità psicopatologica che alle crisi all’interno di una struttura organizzata. Il programma consiste in 3 fasi d trattamento. Nella prima fase i pazienti ricevono una psicoeducazione ed imparano ad identificare le loro strategie di fuga e di evitamento delle emozioni legate all’esperienza traumatica (dissociazione, autolesione, odio verso se stessi ecc…). Sulla base di questa analisi funzionale personalizzata i pazienti imparano ad usare le strategie DBT per controllare i comportamenti. La seconda fase si basa su interventi cognitivi focalizzati sul trauma e su interventi basati sull’esposizione. Se il paziente ha forti aspetti dissociativi viene allenato ad utilizzare specifiche abilità per bilanciare l’attivazione della memoria e la consapevolezza di stare nel presente (esposizione assistita all’abilità). I pazienti nella terza fase lavorano sull’accettazione completa di esperienza correlate al trauma e si preparano a ritornare a condurre una vita normale. Viene posta una particolare attenzione agli aspetti psico-sociali. Nella terza fase si includono tutti i differenti moduli per es: per ridurre i sintomi dissociativi o per trattare gli incubi. Questi moduli sono creati seguendo i bisogni dei partecipanti mentre viene seguita la gerarchia degli obiettivi DBT dei comportamenti target (Linehan 1993) in cui esplicitamente si da la priorità più elevata ai comportamenti che minacciano la vita.

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